Cos’è il rifiuto Raee

Apparecchi elettronici obsoleti, ovvero RAEE.

Quante sono le apparecchiature  tecnologiche che ci circondano e che sono oramai diventate necessarie nella nostra vita, nel lavoro, nella comunicazione di tutti i giorni?

Un’innovazione continua, dalle forme e dalle funzionalità sempre più necessarie ma anche dalle nuove ed incredibili prestazioni.

Quando si parla di RAEE ci si riferisce a quei dispositivi che, per un corretto funzionamento, hanno avuto bisogno di correnti elettriche o campi elettromagnetici e progettati per essere utilizzati con tensioni non superiori ai 1.000 volt (corrente alternata) o 1.500 volt (corrente continua). Non in tutto il mondo, però, c’è conformità nella definizione dei rifiuti elettronici. Mentre nell’Unione Europea si è concordi nel definire e-waste tutti quei prodotti destinati al riciclo o alla discarica dotati di batteria o cavo per l’alimentazione elettrica, negli Stati Uniti i rifiuti elettronici sono solamente televisori, computer e pochissime altre categorie.

Parliamo di personal computer, televisori, elettrodomestici, radio, cellulari,giocattoli elettronici e tanti altri dispositivi elettrici ed elettronici che quando smettono di funzionare o vengono sostituiti si trasformano improvvisamente da prodotti in “rifiuti”.

Ma dove finiscono gli apparecchi elettronici obsoleti

La quantità di questa spazzatura “tecnologica” cresce in maniera esponenziale: l’ONU ha stimato che ogni anno si producono tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici cioè circa il 5% della produzione globale di rifiuti solidi urbani. Se non correttamente raccolti e riciclati, questi rifiuti vanno ad alimentare discariche abusive, spesso in paesi in via di sviluppo, dove gli oggetti tecnologici vengono smaltiti in rudimentali impianti di riciclaggio, senza tutele per l’ambiente e la salute delle persone.

Danni all’ambiente, alla salute, perdita di risorse e utilizzo del lavoro minorile per attività prive di qualsiasi controllo: oggi, possiamo invece fare molto di più, consapevoli che con semplici gesti quotidiani possiamo ottenere risultati fantastici.

In un solo anno, produciamo nel mondo oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici. Questi apparecchi elettronici obsoleti  oggi si possono riciclare con grandi risultati per l’ambiente, la nostra salute e il recupero di materiali preziosi.

Riciclare correttamente i prodotti elettronici significa:

  • evitare 3 milioni di tonnellate di emissione di CO2 (equivalenti alle emissioni di 1.5 milioni di automobili);
  • risparmiare l’energia di una città di 160.000 abitanti (0.2 terawattora)
  • recuperare 340.000 tonnellate di materiali.

I dati

Ogni anno l’intera popolazione mondiale – oltre 7 miliardi di persone – è responsabile della produzione di oltre 54 milioni di tonnellate di RAEE, per unamedia di 20 kilogrammi di e-waste pro-capite. A possedere il triste primato di primo Paese produttore di rifiuti elettronici è la Cina, che nel 2012 è stataresponsabile della creazione di 12,2 milioni di tonnellate. Alle sue spalle gli Stati Uniti con 11 milioni di tonnellate. È il Qatar, infine, a guidare la graduatoria riguardante la quantità di rifiuti elettronici prodotti pro-capite.